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Il Vincolo di destinazione, chi conosce il "trust" italiano?

Il trust è un importante strumento per la tutela delle persone più fragili e per la protezione del patrimonio che è stato reso possibile attuare anche in Italia.

Si tratta di uno strumento molto diffuso all'estero e per questo è regolato anche in Italia da leggi straniere.

Non tutti sanno che esiste però anche uno strumento 100% italiano creato dal Legislatore proprio per la tutela delle persone: il Vincolo di Destinazione.

Attraverso il vincolo di destinazione previsto dall’art.2645 ter, si crea una situazione per la quale una frazione del patrimonio di una persona (quella su cui è imposto il vincolo di destinazione), non può essere aggredita dai suoi creditori a meno che essi non vantino un credito legato alla destinazione.



In generale, l’art.2645 ter rappresenta una deroga all’art.2740 c.c. ossia al principio della par conditio creditorum, principio che prevede che il debitore, (colui che appone l’atto di destinazione) dovrebbe rispondere dei suoi debiti avverso i suoi creditori con tutti i beni del suo patrimonio presenti e futuri ma se vi è l’apposizione di un vincolo su di un bene è chiaro che su quel bene potranno soddisfarsi solo i creditori del beneficiario.

L’apposizione del vincolo di destinazione può, quindi, rappresentare un problema per i creditori dell’apponente, in quanto visto che il vincolo diminuisce il patrimonio dell’apponente i creditori non possono sottoporre a esecuzione forzata il bene su cui è stato apposto un atto di destinazione.


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