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risarcimento del danno da responsabilità medica

Risarcimento del danno da responsabilità medica

27 Mar 2018, by Luca Borsani in Area legale, Diritto civile, Diritto penale

Responsabilità medica

Il risarcimento del danno da responsabilità medica ha subito importanti innovazioni grazie alla legge 24/2017.

A livello di responsabilità penale, il medico risponde ai sensi dell’articolo 590 sexies cp per omicidio colposo o lesioni cagionati nell’esercizio della professione. La nuova disciplina prevede l’esclusione della responsabilità qualora, in caso di imperizia, il professionista si sia comunque attenuto alle linee guida emanate dall’Istituto superiore di sanità.

In relazione alla causa di non punibilità introddotta dalla norma, la recente sentenza della Corte di Cassazione, sezione unite penali, ha definito l’operatività di tale esimente. Dall’approfondimento del contrasto giurisprudenziale creatosi a seguito dell’entrata in vigore della legge Gelli, ha quindi emanato alcuni principi di diritto, in grado di delimitare la portata della norma.

L’esercente la professione sanitaria risponde a titolo di colpa, per morte o lesioni personali, derivanti dall’esercizio dell’attività medico chirurgica nei casi di: negligenza o imprudenza; imperizia, qualora non vi siano linee guida per il caso concreto; imperizia nell’individuazione e nella scelta di linee guida; colpa grave da imperizia nella esecuzione di raccomandazioni di linee guida. (Cass, sez unite penali, n. 8770/2018).

La richiesta di risarcimento: aspetti civilistici

Per quanto attiene al risarcimento del danno da responsabilità medica, il dottore risponderà a titolo di colpa ai sensi dell’articolo 2043 cc. E’ prevista anche una responsabilità della struttura sanitaria ove essi operano, ma solo a livello contrattuale. Le conseguenze di questo duplice binario sono principalmente in termini di onere probatorio e di prescrizione. L’azione di risarcimento per responsabilità contrattuale si prescrive in 5 anni e ricade sull’inadempiente l’onere della prova della impossibilità dell’adempimento per causa a lui non imputabile. Ai sensi dell’art. 1218 cc, l’attore dovrà unicamente provare l’esistenza del contratto e palesare la mancanza della prestazione in esso prevista.   Nel caso di responsabilità extracontrattuale, l’azione di risarcimento potrà essere esperita entro 10 anni dal verificarsi dell’evento. In tal caso saranno a carico del danneggiato la dimostrazione dell’esistenza del danno, dell’ammontare e del nesso causale tra questo e la condotta dell’agente.

Il danno risarcibile a seguito di responsabilità medica è il danno biologico, a tutela della salute, e il danno morale, riconosciuto per la sofferenza. Tali categorie di danno sono distinte ed autonome l’una dall’altra, tant’é che ci potrà essere la sussistenza di entrambi, ma l’assenza di uno non implica il mancato riconoscimento dell’altro.

L’insussistenza di una “duplicazione risarcitoria”, in particolare in relazione al risarcimento del danno da responsabilità medica, è stata di recente ribadita dalla Corte di Cassazione, sentenza n 901/18.

responsabilità medica

La richiesta di risarcimento: aspetti procedurali

La riforma Gelli ha innovato anche l’aspetto procedurale della richiesta di risarcimento del danno da responsabilità medica.

L’instaurazione del procedimento giudiziale è subordinato alla preventiva espletazione di una perizia disposta dal Tribunale. La consulenza tecnica preventiva per la verifica dell’an e del quantum della responsabilità, può essere sostituita dall’instaurazione della procedura di mediazione. Entrambe sono volte alla risoluzione stragiudiziale della controversia e, in caso di esito negativo di conciliazione, utilizzabili in giudizio.

L’azione volta al ristoro dei danni prevede il litisconsorzio necessario della struttura sanitaria presso la quale il medico svolge la professione e dell’assicurazione del professionista. Nonostante la legge 24/2017 abbia previsto l’obbligatorietà della polizza assicurativa, qualora non vi fosse o il massimale coperto non fosse sufficiente, il danneggiato potrebbe ricorrere al Fondo di garanzia.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

 

 

 

 

 

Risarcimento del danno da responsabilità medica

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