BLOG

retribuzione

Retribuzione: STOP ai contanti!

26 Giu 2018, by Lucio Mariani in Area Finanziaria e aziendale, Area Fiscale, Contabilità e bilancio, Diritto del lavoro

Retribuzione: STOP AI CONTANTIretribuzione

La retribuzione in contanti, pratica ancora attuata da molti datori di lavoro, è stata oggetto di regolamentazione nella legge di Bilancio 2018.

L’art. 1, commi 910-914, ha infatti introdotto il divieto di corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto instaurato.

La ratio dell’introduzione della tracciabilità dei pagamenti viene rinvenuta nella tutela dal lavoratore, per evitare che quest’ultimo, sotto minaccia di licenziamento o mancata assunzione possa percepire una somma di denaro inferiore rispetto a quella dovuta o indicata in busta paga.

A ben vedere, però, la norma può giovare anche ai datori di lavoro che, spesso, spinti dal rapporto di fiducia che li lega al lavoratore, corrispondono lo stipendio in contanti senza alcuna ricevuta dell’avvenuto pagamento. In questi casi infatti l’azienda potrebbe trovarsi a dover pagare doppiamente la cifra (già corrisposta) in quanto, non essendovi tracciabilità dell’avvenuto pagamento, il lavoratore si rivolga al Giudice per ottenere “gli stipendi non pagati”.

Dal 1° luglio 2018 acconti di stipendi e mensilità, dovranno quindi essere pagati con bonifico bancario, assegno bancario o strumenti elettronici di pagamento.

Sono soggetti all’obbligo tutte le tipologie contrattuali di lavoro subordinato. Si dovrà effettuare il pagamento attraverso mezzi tracciabili anche nel caso di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, contratti instaurati dalle cooperative con i propri soci e nel caso di pagamento dei compensi corrisposti agli amministratori quando assimilati, ai fini fiscali, al compenso da lavoro dipendente.

Esclusioni

Non sono soggetti all’obbligo sancito nella legge di bilancio, i compensi derivanti da:

  • i rapporti di lavoro con le PA
  • lavoro domestico
  • borse di studio, tirocini
  • rapporto di lavoro autonomo di natura occasionale.

Le sanzioni

La violazione della disciplina del divieto di pagamento in contanti degli stipendi, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di una somma da €1.000,00 ad €5.000,00.

Le disposizioni in esame inoltre precisano che, la firma sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.

L’ispettorato del lavoro, attraverso la nota prot. 4538/2018 ha inoltre precisato che si ritiene venga violata la norma anche qualora nonostante l’utilizzo dei sistemi indicati, il versamento delle somme non sia stato materialmente effettuato (revoca del bonifico bancario, annullamento dell’assegno).

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

Retribuzione: STOP ai contanti!

by Lucio Mariani time to read: 1 min
0