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Regime forfettario e dei minimi: cosa cambia dal 2019?

10 Gen 2019, by Lucio Mariani in Area Finanziaria e aziendale, Area Fiscale, Contabilità e bilancio

Regime forfettario e dei minimi: cosa cambia dal 2019? A chi Conviene?

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto delle importanti modifiche al regime forfettario.

A decorrere dal 1° gennaio 2019 il regime forfettario verrà riservato a persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi ovvero abbiano percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 €, per tutte le categorie di attività.

Tale regime prevede la possibilità, per coloro che rispettano i requisiti delineati, un’imposizione fiscale forfettaria, con un aliquota fissa che varia a seconda che si tratti di una nuova attività o di una già in essere, rispettivamente del 5% e del 15%. Tale aliquota andrà applicata ad una base imponibile determinata che varia dal 40% all’86%, a seconda dell’attività svolta.

I benefici dell’appartenenza al regime forfettario sono molteplici e riguardano i seguenti esoneri:

  • applicazione, liquidazione, dichiarazione e versamento IVA
  • obbligo della fatturazione elettronica
  • registrazione dei corrispettivi, fatture di acquisto e fatture emesse
  • studi di settore
  • IRAP

Le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2019 si estendono anche all’eliminazione dei limiti di valore di beni strumentali, delle spese da lavoro dipendente e dell’ammontare del reddito da lavoro dipendente o assimilato.

Ulteriori modifiche vengono poi introdotte in merito alla determinazione dei soggetti esclusi dal regime forfettario. Oltre a coloro che erano già espressamente lasciati al di fuori (coloro che si avvalgono di regimi speciali di IVA, coloro che partecipano all’esercizio di attività, a socetà di persone associazioni o imprese familiari, limitazione in merito alla residenza, alle attività di cessione) si aggiungono:

  • esercenti attività di impresa, arti o professioni che controllano direttamente o indirettamente srl o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni destinatarie del nuovo regime forfettario;
  • soggetti la cui attività di impresa, arte o professione, sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso o erano intercorsi nei due anni precedenti, rapporti di lavoro.

L’adesione al regime forfettario è conveniente?regime forfettario

L’adesione al regime agevolato resta sempre una scelta di coloro che ne abbiano i requisiti. Ne deriva che tali soggetti possono indicare la preferenza dell’applicazione del regime ordinario, che sarà vincolante per un triennio.

Coloro che hanno a disposizione tale opzione dovranno valutare bene la situazione concreta, con l’aiuto del proprio professionista di fiducia, poiché l’imposta sostitutiva con aliquota agevolata non sempre assicura un guadagno economico. L’analisi di opportunità è piuttosto complessa, in quanto dee tenere conto di una pluralità di elementi quali progressività dell’aliquota IRPEF, detrazioni e deduioni, determinazione del reddito, gestione IVA.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

 

Regime forfettario e dei minimi: cosa cambia dal 2019?

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