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Rapporti contrattuali ai tempi del Coronavirus: cosa fare in caso di inadempimento?

01 Apr 2020, by Luca Borsani in Area legale

Rapporti contrattuali ai tempi del Coronavirus: cosa fare in caso di inadempimento?

I rapporti commerciali hanno avuto un forte impatto dall’emergenza sanitaria che sta attraversando il Paese. Le limitazioni che sono state approvate infatti hanno messo a dura prova le esecuzioni delle obbligazioni oggetto dei contratti commerciali, che hanno subito ritardi o, in alcuni casi, non sono state adempiute.

Ma come ci si comporta in questi casi? Quali sono i diritti delle parti, ad esempio, clienti e fornitori?

Vediamo quale sia la disciplina generale e successivamente la speciale esenzione introdotta dal Decreto Cura Italia.

La disciplina generale

Bisogna innanzitutto precisare che i contratti che si stipulano tra clienti e fornitori, quasi sempre, hanno al loro interno clausole che prevedono “penali“, “esclusioni di responsabilità” o “clausole di recesso o risoluzione” che possono essere applicati al caso in esame.

Qualora si preveda una “penale” nel caso di ritardo dell’esecuzione o mancata prestazione della prestazione, il cliente potrebbe richiedere la somma indicata. Attenzione però perché non vi è automatismo della spettanza della somma a seguito del verificarsi della circostanza, ma bisognerà valutare ogni aspetto, come la presenza di altre clausole o la sussistenza di una “giustificazione”.

Le consuete clausole di “limitazioni della responsabilità” nei rapporti contrattuali prevedono un’esclusione a carico del fornitore, in casi di “forza maggiore, calamità, eventi naturali etc.”. Il Coronavirus è un’emergenza sanitaria e, come tale, rientrante in questa previsione. La responsabilità quindi per ritardo o mancata prestazione non potrebbe essere addebitata alla parte. Tale esclusione però non è affatto automatica. Bisognerà infatti valutare la causa dell’inadempimento, la diligenza dell’obbligato e il rispetto delle previsioni contrattuali.

A carattere generale la parte è obbligata all’esecuzione della prestazione e, ove non adempia, l’art. 1453 c.c. prevede che la controparte possa richiedere, a scelta, l‘adempimento o la risoluzione del contratto, salvo il risarcimento del danno. Ai sensi dell’art. 1218 la parte inadempiente è tenuta al risarcimento del danno se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile, con possibili eccezioni dettate dalla Giurisprudenza. Ciò naturalmente presuppone che la prestazione sia oggettivamente possibile, in quanto la sola difficoltà nell’adempimento non lo esonera dalla prestazione dovuta.

E se la prestazione diventa impossibile?

La prestazione diventa tale se sussista una causa obiettiva che la renda impossibile e, naturalmente, l’assenza di colpa da parte dell’obbligato. Rientra tra le cause obiettive l‘ordine dell’autorità amministrativa dettati da interessi generali. In tali casi, ai sensi dell’art. 1256, l’obbligazione si estingue.

In caso invece in cui si tratti di impossibilità temporanea, la prestazione dovrà essere eseguita non appena cesserà l’impossibilità. La controprestazione sarà dovuta non appena verrà adempiuta l’obbligazione della controparte.

Il Decreto Cura Italia

L’art. 91 del Decreto cura Italia, sulla scorta delle problematiche sopra rilevate, applicabili ai rapporti contrattuali, ha introdotto una specifica attenuazione della responsabilità del debitore, sia per l’inadempimento sia per il ritardo dell’esecuzione della prestazione. La disposizione infatti prevede che il rispetto delle regole di contenimento emanate in questa situazione di emergenza deve essere valutata ai fini dell’esclusione della responsabilità del debitore.

Ciò significa che se il debitore non avesse potuto adempiere, o l’adempimento fosse parziale o ci fosse un ritardo nella prestazione, dovuto al rispetto delle misure di contenimento emanate (spostamenti, chiusura attività, impiego di manodopera per servizi essenziali, etc.) lo stesso verrebbe esonerato da responsabilità ai sensi degli artt. 1218 e 1223 c.c., oltre naturalmente ad escludere l’applicazione di eventuali penali o clausole di inadempimento contenute nel contratto stipulato.

Si specifica però che l’esclusione della responsabilità non opera automaticamente.

Bisogna distinguere la situazione in cui il debitore non possa adempiere perché l’attività è vietata da misure di contenimento da quella in cui pur potendo produrre, non esegue la prestazione poiché si trova in difficoltà di mercato non dipendente da lui. Quest’ultimo caso si verifica ad esempio quando, pur essendo in produzione, l’azienda subisce la chiusura di una filiera, ritardi nei trasporti, o una crisi dei sub appaltatori.

Nella prima situazione l’inadempimento sarà dovuto ad un obbligo imposto dall’autorità per la sicurezza pubblica, mentre nel secondo caso, la mancata esecuzione della prestazione non avrà la prova certa dell'”inazione” dovuta al rispetto delle norme, anzi, si dovrà provare la giustificazione da fattori oggettivi indiscutibili.

In questo ultimo caso rilevano le argomentazioni generali svolte prima, con l’applicazione delle norme civili e il relativo onere probatorio.

Conclusioni

In caso di inadempimento di una delle parti di un contratto, si dovrà andare a valutare ogni aspetto che ha determinato l’inadempimento, totale o parziale dell’obbligazione.

Se l’inadempimento deriva da un’obbligo imposto dell’autorità, si avrà applicazione della disposizione del Decreto Cura Italia. Nel caso invece non sia palese che sia stato dovuto alle imposizioni emanate, si dovranno analizzare le clausole del contratto in essere tra le parti e verificare che vi sia o meno un’esclusione di responsabilità che possa essere associata all’emergenza Coronavirus. Si consiglia quindi di rivolgersi al proprio legale di fiducia per valutare i rapporti contrattuali e ogni elemento, onde stabilire se possa sussistere responsabilità della parte inadempiente.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

 

 

 

 

 

Rapporti contrattuali ai tempi del Coronavirus: cosa fare in caso di inadempimento?

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