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Professionisti nel mirino del fisco

13 Nov 2019, by Lucio Mariani in Area Finanziaria e aziendale, Area Fiscale

I professionisti sono entrati nel mirino del fisco. Partirà una vera e propria offensiva fiscale nei confronti di tali soggetti, che verrà messa in atto attraverso fasi ben stabilite. I professionisti soggetti a controllo riceveranno, ad eccezione dei casi di urgenza, comunicazioni e alcune lettere in merito all’accertamento, che permetteranno di sistemare la posizione. Il primo passo sarà un accertamento all‘anagrafe tributaria al fine di analizzare la situazione del professionista, seguito da un’analisi web per reperire tutte le informazioni del soggetto. Potranno comunque essere disposti, ad adiuvandum, appostamenti e controlli della Guardia di Finanza. La fase successiva consisterà in un’ispezione dei luoghi nei quali il professionista svolge la propria attività, con particolare focus riguardo ai dipendenti e alle dimensioni dell’attività. All’ispezione, in ogni locale, dovrà presenziare il professionista, che potrà effettuare delle dichiarazioni a verbale. Il verbale redatto verrà consegnato all’agenzia delle entrate che avrà tempo 2 mesi per effettuare la contestazione fiscale. Il professionista, a tal punto, potrà presentare una memoria difensiva per esporre le proprie ragioni ed eccezioni.

Quali professionisti?

Ma chi sono i professionisti che possono essere soggetti al controllo?

La risposta è “tutti”! Nella metodologia dell’Agenzia delle Entrate, però, vi sono alcuni “fattori comuni” che l’Ente utilizzerà per la scelta di un professionista rispetto ad un altro.

Quali “campanelli d’allarme”, verranno presi in considerazione:

  • Reddito da lavoro autonomo, attraverso il confronto tra le fatture emesse e le informazioni reperite all’anagrafe tributaria e attraverso la comparazione con reddito da lavoro dipendente nello stesso settore e redditi dichiarati;
  • Costi residuali, con la verifica dell’inserimento di spese estranee all’attività lavorativa o non documentate;
  • Affitto, con riguardo alle ipotesi di canone anti economico o fitto figurativo;
  • Clienti, mediante la verifica di schedari e fascicoli e l’analisi dell’agenda appuntamenti;
  • Conti correnti e movimenti bancari, con attenzione ad un numero basso di prelievi;
  • Assicurazione di copertura professionale;
  • Volume d’affari dichiarato;
  • Sito web.

Questi sono alcuni dei “fattori” che potrebbero indurre l’Ente ad effettuare i controlli fiscali sul professionista. Si consiglia di rivolgersi al proprio “professionista di fiducia” non appena si abbia notizia dell’inizio dell’indagine a proprio carico, di modo che possa accompagnarvi nelle varie fasi dell’accertamento e fornire all’Agenzia delle Entrate quanto occorre per evitare le sanzioni.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

Fonte: Il Sole 24 ore

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