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Leasing immobiliare: le regole per la deducibilità

13 Giu 2018, by Lucio Mariani in Area Finanziaria e aziendale, Area Fiscale, Contabilità e bilancio

Leasing immobiliare

Il leasing immobiliare è quel particolare contratto atipico attraverso il quale è possibile acquistare un immobile a scopo commerciale o residenziale.

L’art. 136 della legge n. 124/2017 definisce il leasing immobiliare “il contratto con il quale la banca o l’intermediario finanziario iscritto nell’albo di cui all’articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, si obbliga ad acquistare o a far costruire un bene su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo fa mettere a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha diritto di acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito ovvero, in caso di mancato esercizio del diritto, l’obbligo di restituirlo“.

Le regole per la deducibilità

Vediamo quali sono le regole per la deducibilità del leasing finanziario.

La materia è regolata dall’art. 54 TUIR, il quale statuisce che si possano dedurre i canoni di locazione finanziaria per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dal decreto. Per i contratti stipulati a decorrere dal gennaio 2014, la legge 147/2013 ha specificato il periodo minimo per la deduzione, ovvero 12 anni.

La normativa richiamata introduceva il beneficio anche a favore dei professionisti, prima esclusi, riconoscendo la rilevanza fiscale del costo anche per questi soggetti.

Per quanto attiene all’ammortamento dei fabbricati strumentali per l’esercizio di arti e professioni, resta precluso quello relativo agli ammortamenti di beni acquistati dal 1° gennaio 2010. Tale situazione invero è disciplinata dall’art. 43 TUIR, il quale specifica che tali tipologie di fabbricati non producono reddito fondiario. L’Agenzia delle entrate inoltre ha chiarito che la mancata possibilità di dedurre le quote di ammortamento degli immobili ad uso professionale è contemperata dall’irrilevanza delle eventuali plusvalenze prodotte dal bene, anche qualora si procedesse alla vendita entro 5 anni dall’acquisto, ad eccezione delle plusvalenze degli immobili acquistati nel periodo 2007/2009, dei quali si sia proceduto alla deduzione delle quote di ammortamento.

La questione delle plusvalenze del bene ceduto verrà in rilievo però nella tassazione, in quanto prevista anche per i professionisti.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

Leasing immobiliare: le regole per la deducibilità

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