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Concordato Preventivo

11 Gen 2017, by teooooo in Area Finanziaria e aziendale, Area legale, Diritto civile, Diritto commerciale

La nuova vita del Concordato Preventivo: possibile pagare solo parte dell’IVA?

Quando l’imprenditore si avvicina, con molta riservatezza, all’idea di ricorrere al concordato preventivo, fino a poco tempo fa sapeva benissimo che la quasi totalità dei professionisti glia avrebbe detto che l’IVA non poteva essere falcidiata (al 20% per esempio, come altri creditori), ma si doveva per forza pagare integralmente. Tale affermazione era frutto delle numerose decisioni della Corte di Cassazione e della prassi dell’Amministrazione finanziaria secondo cui l’IVA era un’imposta non “nostra” ma “dell’Unione Europea” e dunque intangibile.

Questo modo di operare aveva portato ad una drastica riduzione dell’utilizzo dei concordati preventivi: non solo i creditori senza particolari privilegi dovevano essere soddisfatti (minimo) al 20%, non solo vi erano i creditori con ipoteche ed altri privilegi che dovevano essere pagati per intero, ma si aggiungeva il debito IVA che essendo considerato (fino a poco tempo fa) da pagare anch’esso per intero, creava molte delusioni in coloro che volevano promuovere ricorso per concordato.

Solo chi conosce bene il mondo delle imprese sa bene che il debito IVA (ed altri debiti fiscali) sono proprio gli ultimi ad essere pagati. Questo perché è naturale che l’imprenditore tenda a sopravvivere nel momento di crisi, dando preferenza a lavoratori e fornitori, e pertanto le situazioni in cui le imprese avevano debiti IVA molto importanti erano frequentissime.

Tutto però è destinato a rivoluzionarsi.

Recentemente (lo scorso anno) è giunta però una decisione che cambierà le probabilità di successo dei concordati e darà nuovo impulso a questo istituto, salvando numerose imprese dal fallimento.

Difatti proprio la Corte di Giustizia Europea con sentenza del 7 aprile 2016, Sezione seconda, ha riconosciuto ammissibile il concordato preventivo con pagamento parziale dei crediti IVA.

La vicenda era stata sollevata dal tribunale di Udine, dopo che in Italia altri Tribunali e Corti D’Appello già avevano sollevato numerosi dubbi (Venezia, Ascoli Piceno, Benevento, Santa Maria Capua Vetere, Bologna). Al Tribunale fallimentare di Udine era sottoposta una proposta di concordato preventivo liquidatorio, con previsione di pagamento integrale di alcuni creditori privilegiati ed il pagamento parziale di creditori privilegiati di grado inferiore (e dei creditori chirografari, ovviamente), tra cui l’Erario con riferimento al debito per IVA.

Il Tribunale interessava la Corte di Giustizia UE, per comprendere se tale pagamento parziale fosse possibile anche al di fuori dello strumento della Transazione Fiscale.

Secondo la conclusione cui è giunta la Corte, dunque, è ammissibile il pagamento parziale del debito IVA, senza utilizzare lo strumento della transazione fiscale (dunque utilizzando solo e semplicemente il procedimento di concordato preventivo) a condizione che esso sia un concordato liquidatorio, purchè un esperto indipendente concluda che non si otterrebbe un pagamento maggiore di tale credito in caso di fallimento e che il concordato sia omologato del giudice”.

Per ottenere tale importantissima agevolazione è naturalmente fondamentale, dunque, che:

– il debitore ricorrente non abbia deliberatamente occultato parte dell’attivo o omesso di denunciare uno o più crediti;

– un esperto indipendente attesti che l’amministrazione tributaria non avrebbe miglior soddisfazione in caso di fallimento (e l’argomentazione di questo dovrà essere ben fatta dall’avvocato che assiste l’impresa nella predisposizione del ricorso).

Sarà dunque fondamentale, per coloro che vogliono percorrere le nuove possibilità aperte da questa importantissima pronuncia Europea, essere assistiti da uno studio legale che padroneggi l’argomento e soprattutto che sia aggiornato sulle ultime novità del settore delle procedure concorsuali.

Concordato Preventivo

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