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Fideiussione bancaria: via d’uscita per i debitori!

03 Apr 2018, by Luca Borsani in Area legale, Diritto civile, Diritto commerciale

La nullità delle Fideiussioni disposte con sistema ABI

La fideiussione è un istituto disciplinato dall’art. 1936 cc. E’ una garanzia dell’adempimento dell’obbligazione attraverso l’allargamento della base soggettiva dei soggetti debitori (Cass., sent. n. 6407/1998).

Di recente la Corte di Cassazione si è occupata delle fideiussioni redatte con modello redatto da ABI ovvero di tutte quelle che si siano avvalse del modello predisposto dall’associazione di categoria negli scorsi anni. La conclusione degli Ermellini è stata una declaratoria di nullità per violazione dell’articolo 2 comma 2 lettera A della legge 287/1990, in quanto presenti clausole contrarie a norme imperative (Cass. Civ. Sez. 1, ordinanza 29810/2017).

La legge 287/1990, cosiddetta legge antitrust, detta regole in materia di concorrenza, fissando limiti precisi entro cui operare nel pieno rispetto della concorrenza del mercato. L’art. 2 della norma citata, prevede in particolare il divieto di intese che limitino o falsino la libera concorrenza del mercato attraverso la fissazione di prezzi di acquisto o vendita ovvero altre condizioni contrattuali.

L’associazione ABI aveva predisposto un modello di testo uniforme, utilizzato da tutte le banche nella predisposizioni di fideiussioni ex art 1936 c.c.  L’utilizzo di tali formule da parte di tutti gli Istituti di credito comportava una situazione di non concorrenza nel mercato con conseguente assenza di qualsivoglia alternativa per coloro che volessero stipulare tale contratto e una limitazione del diritto di scelta tra prodotti concorrenti.

Le conseguenze pratichefideiussione

La nullità della fideiussione a garanzia di un credito dell’istituto bancario redatta con tali modalità dovrà essere dichiarata dal Giudice.

Tale declaratoria comporterà in primo luogo la possibilità per il fideiussore di opporsi a tutte quelle procedure di recupero crediti avanzate dall’avente diritto.

Secondo l’ordinanza sopra richiamata sarebbe inoltre riconosciuto al contraente la possibilità di richiedere un risarcimento del danno ex art. 2043 c.c., mediante l’azione di cui all’art. 33 della legge 287/1990.

In aggiunta a tale risarcimento potrà essere richiesto il risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione in Centrale Rischi.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

 

 

 

 

Fideiussione bancaria: via d’uscita per i debitori!

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