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Il decreto crescita

25 Giu 2019, by Lucio Mariani in Area Fiscale

Il decreto crescita

Il decreto crescita (D.L. 30 aprile 2019 n. 34) è un’importante misura voluta dal governo gialloverde, approvata alla Camera e ora al vaglio del Senato.

Vediamo quali sono le principali novità introdotte dallo strumento.

Imposte per i soggetti che applicano gli ISA

Per tutti coloro che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale, il decreto crescita prevede la proroga dei termini per il pagamento delle imposte derivanti dai modelli Redditi, Iva e Irap.

La scadenza del 1°luglio viene spostata al 30 settembre 2019.

Fattura elettronica

Il decreto crescita propone l’ampiamento del termine per l’invio della fattura elettronica al sistema SDI. Non più 10 giorni ma un termine di 12 giorni per evitare le sanzioni.

Corrispettivi telematici

Per i soggetti obbligati all’invio telematico dei corrispettivi a partire dal 1° luglio 2019, viene prevista una moratoria sulle sanzioni. Il termine di moratoria è di 6 mesi ed a condizione che la trasmissione avvenga entro un mese dall’effettuazione dell’operazione e sempreché il ritardo non incida sulla liquidazione IVA del periodo.

Cessione dei crediti IVA

Il decreto crescita prevede un’estensione della disciplina di cessione dei crediti chiesti a rimborso con dichiarazione annuale ai crediti d’imposta richiesti in sede di dichiarazione trimestrale.

Rottamazione ter e saldo e stralcio

Il decreto statuisce anche sulla rottamazione e saldo e stralcio, prevedendo una riapertura dei termini per presentare la domanda sino al 31 luglio 2019.

Le altre novità

  • Riapertura della pace fiscale
  • Differimento della dichiarazione dei redditi al 30 novembre
  • Tenuta elettronica dei registri contabili
  • Proroga sino al 31 dicembre per presentazione delle dichiarazioni IMU e TASI
  • Esenzione TASI per le imprese di costruzione per gli immobili destinati alla vendita non locati
  • Deducibilità integrale da Ires e Irpef dell‘IMU dovuta sui beni strumentali delle imprese a partire dal 2023. Il decreto crescita inoltre, aumentando quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 (40%), prevede l’elevazione al 50% nel 2019, al 60% per il 2020 e 2021 e al 70% dal 2022.
  • Slittamento di un anno della riduzione dell’aliquota IRES sugli utili reimpiegati in azienda. La misura verrà applicata dall’anno d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2022. L’aliquota sarà ridotta di 4 punti percentuali, a regime, mentre per il periodo d’imposta successivo a quello in essere al 31/12/2018 di 1,5 %, 2,5% e 3,5% nei rispettivi tre anni successivi.
  • Soppressione delle sanzioni previste in caso di omessa comunicazione della proroga del regime di cedolare secca
  • Introduzione dell’obbligo in capo all’Agenzia delle Entrate di invito a comparire prima dell’emissione di un avviso di accertamento.

Articolo redatto con la Collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

Il decreto crescita

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