BLOG

genitori

Genitori separati e visite “in emergenza” Covid-19

07 Apr 2020, by Luca Borsani in Area legale, Diritto di famiglia

Genitori separati e visite “in emergenza” Covid-19

Essere genitori separati o divorziati o, semplicemente non conviventi, durante l’emergenza sanitaria che sta attraversando il nostro Paese non è affatto facile. Le disposizioni dettate per gestire la pandemia che ci affligge non sempre sono state chiare o di facile interpretazioni, soprattutto per i genitori che hanno un figlio, ma non sono più coabitanti, vuoi per separazione, vuoi per divorzio o per cessata convivenza. In questo caso tali soggetti si sono sottoposti diversi quesiti, a fronte della limitazione alla libertà di circolazione ed anche alla sospensione delle attività lavorative.

Posso vedere mio figlio? Anche se abitasse in altro comune? Sono giustificato a spostarmi per andare a prenderlo e portarlo presso la mia abitazione, come da disposizione del Giudice o accordi?

Cercheremo di dare risposta a queste domande, considerati i provvedimenti delle Autorità e la Giurisprudenza che si è pronunciata in urgenza sulle problematiche sorte.

Genitori separati e diritto di visita

Il diritto di visita del genitore che non risiede con il minore è stato oggetto di diversi dibattiti, dovuti per lo più alle limitazioni della circolazione imposti sin da subito dal Governo per contenere l’epidemia.

La questione era stata sollevata già in relazione al DPCM dell’8 marzo, che aveva previsto una limitazione della circolazione in entrata ed in uscita dai territori, delle persone fisiche se non per “comprovate esigenze lavorative, stato di necessità o motivi di salute“. Il mancato rispetto di tali obblighi imposti comportava, per espressa previsione dello stesso DPCM, la violazione dell’art. 650 c.p., salvo il comportamento non costituisse più grave reato.

Proprio la gravità delle sanzioni previste in caso di violazione e gli interessi in bilanciamento, determinanavano la necessità che vi fosse chiarezza nella gestione di tali circostanze. Gli interessi del singolo come il diritto del minore alla bigenitorialità, il diritto del genitore a poter passare del tempo con il proprio figlio, in molti casi stabilito proprio da una sentenza o un’ordinanza a seguito di una procedura di divorzio o separazione o gestione della prole di genitori non coniugati e dall’altra parte la tutela della salute pubblica, rendevano il bilanciamento difficoltoso.

Ad una valutazione generica delle fattispecie consentite dal DPCM in esame non sembrava potesse rientrare la circolazione dei genitori per far visita ai figli collocati presso l’altro genitore o prelevare gli stessi per la collocazione alternata stabilita dagli accordi delle parti o dalla sentenza di un Giudice.

La situazione è stata risolta grazie ad un chiarimento del Governo che, in data 10.03.2020, nelle FAQ presenti sul sito, aveva espressamente previsto che tali spostamenti “sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio“.

Il Tribunale di Milano, investito della questione, con decreto dell’11.03.2020, ha ribadito che l’attuazione dell’affido e del collocamento dei figli non fosse preclusa dal DPCM in quanto espressamente prevista la possibilità di fare rientro “presso la residenza o il domicilio”; ha inoltre citato quanto espressamente previsto dal Governo sul suo sito istituzionale, richiamando appunto la risposta sopra richiamata.

Rimanevano esclusi e quindi esposti alle sanzioni previste dalle violazioni, tutti coloro che non avevano alcun provvedimento dell’autorità che gestisse i rapporti genitori – figli.

In data 22.03.2020 veniva emanato un ulteriore DPCM che sostituiva quello precedente e prevedeva limitazioni alla circolazione ancor più stringenti.

In particolare veniva fatto divieto agli individui di spostarsi dal comune dove si trovavano, salvo per comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza o per motivi di salute, sopprimendo inoltre la previsione del precedente provvedimento in ordine al rientro presso la propria abitazione o domicilio.

Proprio in virtù delle nuove disposizioni, effettuando un bilanciamento di interessi in favore della sicurezza e salute pubblica, il Tribunale di Bari, in via d’urgenza, sospendeva le visite padre-figlio, sino al venir meno dell’emergenza sanitaria. (Corte d’Appelo di Bari, sez. Minori e Famiglia, ordinanza del 26 marzo 2020).

Sulla questione ha fatto luce nuovamente il Governo che, sempre attraverso le FAQ del sito istituzionale, in data 3 aprile 2020 pubblicava la seguente risposta

Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Tale precisazione chiarisce che gli spostamenti per visite tra genitori separati e figli e per condurre questi ultimi presso le loro abitazioni sono consentite. Non solo. A differenza della precedente risposta, si specifica che sono beneficiari non solo coloro che abbiano un provvedimento del Giudice che definisca la gestione del minore, ma anche coloro che, non essendo in possesso di sentenza od ordinanza, abbiano deciso sulla gestione attraverso un accordo tra gli stessi genitori.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

 

 

Genitori separati e visite “in emergenza” Covid-19

by Luca Borsani time to read: 3 min
0