BLOG

ferie

Ferie o smart working? Il datore di lavoro può scegliere?

12 Mag 2020, by Luca Borsani in Area legale, Diritto del lavoro

Ferie o smart working? Il datore di lavoro può scegliere?

Ferie e smart working sono strumenti che il legislatore ha messo a disposizione del datore di lavoro, per affrontare l’emergenza economica derivante dall’epidemia Covid-19.

Sin dai primi provvedimenti in materia, il Governo, attraverso i D.P.C.M., consigliava ai titolari di impresa di adottare, ove possibile, lo smart working e di permettere ai lavoratori di usufruire delle ferie.

Ma il datore di lavoro può scegliere tra i due strumenti? Può collocare una parte dei lavoratori attraverso la modalità smart working ed una parte farla usufruire delle ferie?

Il Tribunale di Grosseto è stato investito della questione, grazie ad un ricorso in urgenza da parte del lavoratore che, in possesso di certificato medico che lo esimeva dal recarsi a lavoro in piena pandemia in quanto affetto da patologie, si era visto negare la richiesta di lavoro in smart working (tra l’altro applicata ad altri suoi colleghi) e costretto ad usufruire delle ferie.

Poteva il datore quindi scegliere di non adottare la modalità smart per il ricorrente e costringerlo ad usufruire delle ferie?

Il Tribunale, con ordinanza del 23.04.2020, ha dato risposta negativa al quesito, limitando il potere di scelta del datore di lavoro.

Il Giudice ha evidenziato che il DPCM 10 marzo 2020 raccomandava ai datori di lavoro di promuovere la fruizione delle ferie, ferma la possibilità di ricorrere al lavoro agile. Ne deriva, secondo il Tribunale, che ove il datore abbia la possibilità di applicare lo smart working (ancor più se il datore ne abbia già usufruito) il ricorso alle ferie deve costituire una misura subordinata, o quantomeno equiparata e non primaria.

L’interpretazione contenuta nella recente ordinanza è molto restrittiva a discapito dell’indiscusso potere del datore di lavoro di organizzare la sua impresa e di decidere, dunque, con quali modalità e con quali dipendenti dare attuazione al lavoro agile, fermi ovviamente i limiti della non discriminazione e dell’irragionevolezza che devono presiedere alla scelta.

Si badi bene infatti che la situazione sottoposta al vaglio del Giudice considerava uno status particolare del lavoratore ricorrente, affetto da patologie molto gravi, che ai sensi dell’art. 39, co. 2, D.L. n. 18/2020, gli avrebbero riconosciuto la precedenza nell’accoglimento di istanze di svolgimento della prestazione in modalità agile.

Conclusioni

Il Tribunale di Grosseto ha quindi subordinato il ricorso alle ferie all’applicazione dello smart working, ove possibile.

La particolarità della situazione portata all’esame del Giudice non permette di enunciare un principio valido per ogni vicenda ove il datore di lavoro, che ha il pieno potere di decidere come impiegare le risorse della propria azienda, abbia applicato il regime delle ferie anche qualora fosse possibile usufruire del lavoro agile.

Il consiglio è quello di rivolgersi al proprio legale di fiducia che, valutando la situazione concreta, possa indicarvi come affrontare un eventuale ricorso del lavoratore.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

Ferie o smart working? Il datore di lavoro può scegliere?

by Luca Borsani time to read: 2 min
0