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attività concorrente

La tutela degli interessi dei soci: esercizio di attività concorrente

19 Apr 2018, by Luca Borsani in Area Finanziaria e aziendale, Area legale, Diritto civile, Diritto commerciale

L’esercizio di attività concorrente dei soci di società di persone

 

L’attività concorrente è l’attività svolta da un soggetto nell’ambito di un mercato in cui operano anche altre imprese.  La libertà del singolo viene compressa dal legislatore per evitare che, un’eventuale attività concorrenziale, possa danneggiare la società di cui egli è parte e, così, mettere in pericolo il patrimonio della stessa.

La possibilità di svolgere attività concorrenziale da parte dei soci di società di persone è prevista dall’art. 2301 c.c. (il sole 24 ore), con alcune limitazioni.

Il divieto assoluto posto dal legislatore riguarda

  • l’esercizio di attività  immediatamente concorrente in forma di ditta individuale.
  • essere soci illimitatamente responsabili di società concorrenti

Sulla scorta di questi principi di diritto, il socio potrà esercitare liberamente, in forma individuale, qualsiasi attività che non rientri nei divieti indicati. Sarà quindi possibile svolgere attività di impresa in forma di ditta individuale non concorrente o essere soci a responsabilità limitata in società concorrente.

La norma esaminata prevede un’altra ipotesi in cui il socio possa esercitare attività concorrente in maniera legittima, ovvero la presenza del consenso dei soci. Questo può essere acquisito, oppure può essere presunto qualora l’attività concorrente fosse già esercitata prima della costituzione della società.

Per quanto concerne la definizione dell’attività concorrenziale, il Tribunale di Milano ha affermato che

La violazione del divieto di concorrenza sancito dall’art. 2301 non possa essere desunta dal mero esercizio, da parte del socio, di un’attività dello stesso genere di quella prevista come oggetto sociale, occorrendo piuttosto la prova di una concreta situazione di concorrenza tra le due attività (T. Milano 1.2.1988)Tr. Milano 1.2.1988

La violazione dei principi dettati in materia di concorrenza comporterà l’assoggettamento ad una richiesta di risarcimento danni da parte della società, sulla scorta del principio espresso dalla Corte di Cass per cui “la violazione di tale divieto vulnera direttamente la società ed il suo patrimonio, mentre il danno subito dal socio è soltanto indiretto” (Cass. civile sez. III, n. 6558/2011).

Per verificare che l’attività esercitata non rientri espressamente nei casi di divieto previsti dalla legge, è consigliabile rivolgersi ad un professionista che, attraverso un’attenta valutazione, sia in grado di escludere la possibilità per il socio di essere destinatario di una richiesta di risarcimento danni.

Video di approfondimento

A seguire il video di approfondimento dell’Avv. Luca Borsani.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

 

La tutela degli interessi dei soci: esercizio di attività concorrente

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