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Donazione: i pericoli

29 Nov 2019, by Luca Borsani in Area legale, Diritto civile, Successioni

La donazione, disciplinata dagli artt. 769 e ss. c.c., è un contratto unilaterale, attraverso il quale il donante, trasferisce in capo al destinatario un diritto o assume verso di esso un’obbligazione, per spirito di liberalità, ovvero senza alcuna controprestazione da parte del ricevente e con la volontà di arricchirlo.

Tralasciando i requisiti necessari affinché vi sia un valido contratto, ci soffermiamo sui pericoli delle donazioni ed in particolare i casi di impugnabilità della disposizione da parte degli eredi del donante.

Donazione: l’impugnazione degli eredi del donante

La donazione può essere impugnata dagli eredi del donante, successivamente alla morte di questo. Durante il periodo di vita del disponente infatti, il contratto posto in essere non potrà essere impugnato, a condizione che rispetti i requisiti di forma imposti dalla legge.

Perché l’erede dovrebbe impugnare la donazione?

Vi possono essere diverse situazioni che inducono l’erede ad opporsi ad una disposizione del de cuius fatta mentre lui era in vita.

La prima circostanza che affrontiamo è quella della lesione della quota di legittima.

Risulta necessario specificare che alcuni eredi sono definiti legittimari, ovvero eredi ai quali, ex lege, spetta una quota stabilita del patrimonio del de cuius, la cosiddetta quota di legittima. La lesione di questa quota permette all’erede leso di agire in giudizio, attraverso l’azione di riduzione, per l’accertamento della lesione e la reintegrazione nella massa ereditaria del bene o dei beni donati (o disposti tramite testamento).

Ecco quindi che il beneficiario di una donazione, sia essa di un bene immobile o di una somma di denaro) potrebbe successivamente essere costretto a restituire il bene in quanto lesivo dei diritti spettanti agli eredi “privilegiati”.

Altra circostanza è quella della donazione fittizia o simulata. Proprio per evitare successive azioni da parte degli eredi, il donante potrebbe decidere di disporre del bene (in questo caso un bene immobile) attraverso una compravendita, con la previsione di un corrispettivo irrisorio (non corrispondente alle normali regole del mercato) o, seppur congruo, che non verrà mai corrisposto.

Anche qui, attraverso un’apposita azione, chiamata “di simulazione” gli eredi potranno far accertare che si tratti di un contratto simulato, dietro il quale si cela una vera e propria donazione. Dall’accertamento positivo ne consegue quanto detto in precedenza rispetto alle quote di legittima e alla lesione delle stesse.

Può infine accadere che vi sia la donazione di un bene prevedendo l’obbligo in capo al beneficiario di assistenza e mantenimento del donante Qualora tale assistenza, obbligatoria da contratto, non sia stata posta in essere in quanto il contratto venga stipulato in punto di morte del donante e non vi sia aleatorietà della prestazione, gli eredi potranno esperire l‘azione di simulazione ed impugnare così il contratto.

Conclusione

La donazione, rappresentando la disposizione del patrimonio durante la vita del de cuius, non è affatto immune da impugnazioni. Anzi! Vi sono diverse circostanze, come abbiamo appena visto, che possono portare alla riduzione della stessa, vanificando così le volontà del disponente. E’ quindi fondamentale, prima di procedere ad una qualsiasi disposizione del patrimonio tramite donazione, farsi assistere dal proprio professionista di fiducia che, valutando ogni circostanza del caso concreto, possa consigliare quale sia la migliore strategia da attuare.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

Donazione: i pericoli

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