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Decreto dignità: economia e lavoro

10 Lug 2018, by Lucio Mariani in Area Finanziaria e aziendale, Area Fiscale

Decreto dignità

Il decreto dignità è una delle prime misure adottate del neo governo Lega-M5S. Si tratta di un provvedimento urgente in materia economica e di lavoro, che modifica il sistema precedente.

Vediamo nel dettaglio alcune delle più importanti novità contenute nel decreto.

 

Economia e imprese

 

Delocalizzazioni

Statuizioni importanti sono state emanate in tema di delocalizzazione, soprattutto per quelle imprese che abbiano beneficiato di aiuti pubblici. Viene infatti stabilito un impegno a mantenere l’attività economica per la quale si è ricevuto il sostegno per 5 anni, pena la decadenza dal beneficio, sanzioni pecuniarie, oltre alla restituzione degli importi, nei cui confronti lo stato ha un credito privilegiato.

Per le imprese che hanno usufruito di aiuti statali, viene introdotto l’obbligo di mantenere il personale impiegato per un periodo non inferiore a 5 anni, decorrenti dalla data di ultimazione dell’iniziativa, pena la revoca totale o parziale del beneficio

Split payment

Lo split payment è un meccanismo di versamento diretto dell’IVA all’erario da parte della PA che acquisti beni o servizi da parte dei fornitori.

Il decreto dignità ha previsto l‘abrogazione di tale strumento per le prestazioni di servizi rese da professionisti assoggettati a ritenute alla fonte.

Redditometro

Il redditometro è uno strumento di misurazione del reddito del cittadino, effettuato dall’Agenzia delle Entrate sulla base della capacità di spesa del contribuente.

Il provvedimento esaminato, dopo aver introdotto ulteriori criteri nell’individuazione degli elementi indicativi di capacità contributiva, dispone l’abrogazione del D.M. 16 settembre 2015, che diventerà inapplicabile ai controlli ancora da effettuare sugli anni 2016 e seguenti.

Spesometro

Vengono modificati i termini di invio dei dati trimestrali (28 febbraio 2019) e semestrali (30 settembre / 28 febbraio).

Iperammortamenti

Continua l’opera di riduzione del fenomeno delle delocalizzazioni, con la previsione di riconoscimento di tale beneficio unicamente per le imprese situate in Italia. Nel caso in cui i beni che abbiano fruito dell’iperammortamento vengano ceduti a titolo oneroso o delocalizzati all’estero, vi è l’obbligo per l’impresa di restituire i benefici fiscali applicati nel periodo d’imposta precedente.

 

Lavoro

Il decreto dignità statuisce anche in materia di diritto del lavoro, in particolare riguardo i contratti a termine e la somministrazione di lavoro.

Contratti a termine

Viene mantenuta la possibilità per le parti di stipulare il primo contratto a tempo determinato, di durata non superiore ai 12 mesi. I successivi contratti invece, potranno essere a tempo determinato, unicamente ove sussistano esigenze:

– temporanee, oggettive, sostitutive, occasionali

– connesse ad incrementi temporanei e non programmabili dell’attività

– picchi stagionali, individuati da apposito decreto

Tali esigenze, qualora sussistano già sin dalla stipulazione del contratto iniziale, potranno giustificare l’apposizione di un termine di 24 mesi al contratto.

Viene ribadita la forma scritta ab substantiam dell’apposizione del termine, ad eccezione dei contratti di lavoro di durata non superiore ai 12 giorni. Viene inoltre statuito l’obbligo del datore di lavoro di consegnare copia del contratto entro 5 giorni lavorativi.

Somministrazione di lavoro

Il decreto dignità prevede l’applicazione a tale tipologia di lavoro della disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, salvo eccezioni ex lege. La proroga del termine di somministrazione è ora limitata alla durata prevista dal CCNL e dalle nuove norme.

Articolo redatto con la collaborazione della dott.ssa Chiara Servidio

Decreto dignità: economia e lavoro

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