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Coronavirus e privacy: quali obblighi per il datore di lavoro?

05 Mar 2020, by Luca Borsani in Area legale

Coronavirus e privacy: quali obblighi per il datore di lavoro?

Il Coronavirus ha suscitato numerose questioni anche in relazione alla tutela della privacy, tanto che è risultato necessario un chiarimento da parte del Garante per la protezione dei dati personali.

Con comunicato stampa del 2 marzo 2020 l’Autorità ha risposto al quesito dei datori di lavoro pubblici e privati sulla possibilità di acquisire un’autodichiarazione da parte dei dipendenti in ordine all’assenza di sintomi influenzali, e vicende relative alla vita privata. In particolare, dopo aver ribadito l’obbligo di comunicazione all’asl di appartenenza da parte di coloro che nei 15 giorni precedenti abbiano soggiornato nei comuni a rischio epidemiologico, ha specificato che

I datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extralavorativa. Autorità garante per la protezione dei dati personali, comunicato stampa 2 marzo 2020.

Il Garante ha infatti precisato che indagini di tal genere, nonostante la finalità di prevenzione della diffusione del Coronavirus, debbano essere svolte esclusivamente agli operatori sanitari e al sistema attivato della protezione civile, che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato.

Rimane comunque fermo l‘obbligo per il lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

In conclusione, il Garante, invita tutti i titolari del trattamento ad attenersi alle indicazioni fornite dal Ministero e delle autorità competenti per evitare la diffusione del Coronavirus, ribadendo l’impossibilità di svolgere indagini personali nei confronti dei dipendenti.

Attenzione quindi! I datori di lavoro non sono legittimati a raccogliere o richiedere personalmente alcun tipo di informazione, assicurando nel contempo l’adozione di ogni misura necessaria per la prevenzione della diffusione, secondo le direttive emanate.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

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