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Assegno di mantenimento in emergenza Covid-19

09 Apr 2020, by Luca Borsani in Area legale, Diritto di famiglia

Assegno di mantenimento: come gestire le difficoltà durante l’emergenza Covid-19

L’assegno di mantenimento, ed in particolare l’obbligo del pagamento, è una delle questioni più frequenti, insieme a quella relativa al diritto di visita, che vengono poste dai genitori separati, divorziati o non conviventi, che si trovano a gestire una situazione molto difficoltosa. Nell’emergenza che stiamo vivendo infatti, con limitazioni che determinano conseguenze economiche importanti non solo per le imprese ma anche per i singoli individui, non è escluso che vi sia una impossibilità nel provvedere al pagamento di quanto dovuto. In poche parole il genitore obbligato potrebbe trovarsi nella situazione di non avere materialmente il denaro necessario per pagare l’assegno di mantenimento.

Per quanto tale situazione sia determinata da un evento oggettivo, estraneo alla colpa del debitore, è necessario e doveroso fare alcune precisazioni.

I possibili scenari conseguenti al mancato pagamento dell’assegno di mantenimento

Cosa succede se non si paga l’assegno di mantenimento?

L’inadempimento determina conseguenze sia a livello civile sia sotto il profilo penale.

Aspetti civilistici

Per quanto attiene l’ambito civilistico, il mancato pagamento dell’assegno dovuto, potrebbe portare ad essere soggetti ad una procedura esecutiva del recupero del credito. Ebbene si. L’obbligo di versamento infatti è stabilito in sentenza, che è un titolo esecutivo. Ciò determina che il creditore (l’ex coniuge) potrà immediatamente attivare la procedura esecutiva (precetto e successivamente pignoramento, pignoramento di stipendio o di conto corrente, etc) senza dover agire per l’accertamento del credito, in tempi molto rapidi.

Come fare quindi per evitare una procedura esecutiva, considerato che vi è l’impossibilitità di adempiere, non determinata da colpa del debitore?

La soluzione più adeguata a tale circostanza è quella di procedere ad una richiesta, inoltrata al Tribunale competente, di revisione dell’importo di mantenimento. Nonostante anche l’attività giudiziaria sia stata sospesa per l’emergenza Covid-19, le cause urgenti relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità non si fermano.

Una condizione economica peggiorativa, dovuta ad esempio alla sospensione dell’attività, alla perdita del lavoro, all’applicazione della cassa integrazione, possono sicuramente giustificare una richiesta di modifica degli importi dell’assegno di mantenimento.

Altra soluzione applicabile, senza ricorrere al Tribunale, è la cosiddetta negoziazione assistita. Potrebbe infatti essere che l’ex coniuge si renda conto della difficoltà economica del momento e si accordi con il debitore per una riduzione temporanea dell’assegno. Questo accordo delle parti però non è vincolante e non sostituisce quanto stabilito con sentenza dal Giudice. Per evitare conseguenze successive è necessario che tale accordo sia effettuato in negoziazione assistita innanzi ai legali di fiducia. In tale caso sarà equiparato ad una decisione del Giudice.

Aspetti penalistici

Sotto il profilo penalistico, si deve specificare che il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento è punito dall’art. 570 bis c.p. con la reclusione fino a un anno o con la multa da €103,00 ad €1032,00.

Si tratta di un reato procedibile d’ufficio. Ciò significa che l’eventuale rimessione successiva della querela (sporta dell’ex coniuge che non ha ricevuto il pagamento dell’assegno) non comporta l’estinzione del procedimento penale, con conseguente giudizio sulla condotta del genitore inadempiente, il quale potrebbe anche essere condannato alla pena indicata.

Sicuramente la dimostrazione che il mancato pagamento sia dovuto ad una circostanza oggettiva, estranea al debitore, potrà essere fatto valere in giudizio, ma l’effettiva rilevanza dell’esimente, sarà rimessa alla decisione del Giudice.

Conclusioni

La situazione di emergenza che ha investito il nostro paese e le conseguenti misure adottate per il contenimento dell’epidemia, possono aver avuto ripercussioni sulle disponibilità economiche degli individui, anche di genitori che devono pagare mensilmente l’assegno di mantenimento all’ex coniuge o ai figli. Nonostante il mancato pagamento possa essere ricondotto a circostanze estranee alle volontà del genitore obbligato, che quindi possono essere fatte valere in un eventuale giudizio, le possibili conseguenze, sia civili che penali, potrebbero essere gravi ed incidere in maniera più grave sul soggetto e sulle risorse a sua disposizione.

Qualora si determini una situazione tale che non permette il pagamento dell’assegno, è opportuno rivolgersi al proprio legale di fiducia che, valutando le circostanze del caso concreto, potrà agire prontamente per via giudiziale o attraverso negoziazione assistita, chiedendo la modifica delle condizioni di divorzio o separazione.

Articolo redatto con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Servidio

 

 

 

Assegno di mantenimento in emergenza Covid-19

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